TrentunoTre

Setup Menus in Admin Panel

FAQ







Qui riporto domande e riposte utili per avere maggiori informazioni sui miei servizi, ma non solo. E’ una sezione aggiornata periodicamente con nuovi contenuti.
Non avete trovato la risposta di vostro interesse? Contattatemi attraverso il sito o via email e vi risponderò il prima possibile.

Grazie!


FORMAZIONE IN PROJECT MANAGEMENT

E’ un’offerta formativa che si è evoluta nel tempo nata con il solo corso base rivolto a tutti coloro (figure junior e senior) che volevano conoscere la basi del project management senza particolari requisiti di accesso. All’entrata in vigore delle norma UNI ISO 21500 si è aggiunto il corso avanzato più focalizzato sulla normativa (UNI ISO 21500, UNI 11648) e su strumenti avanzati di project management e che ha come requisito di accesso il superamento dell’esame ISIPM-Base®. L’insieme dei due corsi costituisce un percorso formativo modulare e scalabile che consente di avvicinarsi alle basi del project management per poi eventualmente proseguire in un secondo momento con il corso avanzato e valutare la prospettiva di certificarsi project manager UNI 11648 dopo il superamento dell’esame ISIPM-Av®. Si vuole offrire così una formazione che copre gran parte delle esigenze di chi vuole lavorare o lavora già per progetti e vuole ottenere un riconoscimento delle proprie conoscenze in project management.

 

 

No, non si diventa un project manager con i corsi proposti. In generale tutti i corsi formativi (ma proprio tutti!) forniscono, con varie modalità, conoscenza. Ciò significa che il discente ha la possibilità di assimilare i contenuti del corso per aumentare le proprie conoscenze in quel particolare ambito. Le conoscenze acquisite possono poi essere attestate con il superamento di un eventuale esame finale. La sola attestazione di conoscenza non basta per essere dei professionisti del settore, in questo caso project manager, bisogna possedere la competenza (conoscenza + capacità + abilità) ed è possibile acquisirla attraverso l’esperienza lavorativa così come definito dal quadro europeo delle qualifiche EQF.

 

Anche se generalmente nel project management si usa il termine certificazione è necessario fare un doveroso distinguo.  Le certificazioni vengono erogate da Organismi di Certificazione (come TÜV, CEPAS, AICQ-SICEV, IMQ, ecc.) riconosciute in l’Italia da ACCREDIA e si basano su una norma emessa da un organismo di normazione riconosciuto a livello nazionale (per l’Italia UNI, CEI, ecc.).  Per il project management in Italia sono in vigore la Norma UNI ISO 21500 riferita alla metodologia e UNI 11648 riferita alla figura professionale del project manager. Nello specifico la certificazione UNI 11648 può essere rilasciata solo da Organismi di Certificazione. Il discorso cambia quando parliamo di certificazioni “proprietarie”, più correttamente definite “attestazioni di conoscenza”, come ad esempio ISIPM-Base®, ISIPM-AV®, PMP®, CAPM®, IPMA-B®, ecc. . Questi riconoscimenti evidenziano il superamento di un esame basato su uno standard di conoscenza specifico elaborato da una organizzazione/associazione (ISIPM, PMI, IPMA, ecc.) che opera nel project management. Quindi possedere una certificazione UNI 11648 significa essere un project manager professionista (conoscenza + abilità + capacità). Possedere invece un attestato di conoscenza (es. PMP®) significa avere superato uno test su conoscenze specifiche, ma non attesta nulla in merito alla professionalità ed esperienza della persona.

 

Sul significato del termine certificazione nel project management si rimanda alla definizione presente in queste FAQ. Per quanto riguarda la validità di un attestato di conoscenza specifico come PMP® o IPMA-D® o altri non esiste un riconoscimento ufficiale da parte di organizzazioni nazionali come per le normative emanate da enti quali UNI e CEI. E’ più appropriato parlare di grado di diffusione di un particolare standard di conoscenza. Ad esempio lo standard PMP® è molto presente negli Stati Uniti, India, Emirati Arabi, parte dell’Europa, lo standard IPMA, nei sui vari livelli, è più diffuso nell’Europa centrale, PRINCE2 è diffuso in particolare nel Regno Unito e parte dell’Europa. Non esiste quindi uno standard di conoscenza migliore di altri ma potrà essere più diffuso o conosciuto rispetto ad altri. Nella scelta si dovrà valutare quello più appropriato alle proprie esigenze ed il grado di “spendibilità” nell’area geografica di interesse.

Certamente. La struttura didattica dei corsi è stata studiata per poter avere valenza trasversale indipendentemente dal contesto lavorativo così come è nello spirito della metodologia di project management. Questo è testimoniato dalla presenza nei corsi di diversi background dei partecipanti e questo risulta essere un ulteriore valore aggiunto per la classe. I riferimenti normativi indicano lo standard internazionale di project management a cui si fa riferimento per i contenuti dei corsi ma non sono di tipo “tecnico”.

 

CONSULENZA IN PROJECT MANAGEMENT

In generale l’approccio avviene per gradi partendo da una valutazione iniziale per definire quello che l’azienda ha già messo in atto per la gestione dei propri progetti. Viene coinvolto un piccolo gruppo di persone, concordate con la direzione, che verrà messo in grado acquisire la metodologia di project management adattandola alla realtà aziendale. Successivamente saranno queste stesse persone a portare l’esempio del nuovo modello di lavoro e coinvolgere i colleghi con un supporto esterno fino alla messa in regime del nuovo sistema di project management.

 

Non solo aziende ma anche organizzazioni “non business” possono attivare il sistema di proejct management. In tutti i casi in cui si debbano gestire progetti il project management porta sicuri benefici se applicato “su misura” dell’organizzazione. D’altro canto l’organizzazione deve essere coinvolta nel suo complesso a partire dai vertici per creare e mantenere un ambiante favorevole al sistema di project management. Vincente risulta soprattutto il cambio culturale che viene richiesto per rendere il sistema pervasivo a sostegno del lavoro del project manager e del suo team.

 

Il project manager è l’espressione dell’azienda di voler gestire i progetti attraverso la metodologia di project management in un’ottica di efficacia ed efficienza. La mancanza di questo figura o una sua presenza discontinua aumenta il rischio di insuccesso del progetto in uno o più dei suoi elementi caratterizzanti come tempi, costi, ecc. Quindi la direzione è opportuno che valuti quale rischio di insuccesso del progetto è disposta a tollerare e conseguentemente stabilire il grado di convolgimento del project manager. 

LEGO® SERIOUS PLAY® 

Il facilitatore LEGO® SERIOUS PLAY® (di seguito LSP) è un professionista che ha svolto un particolare corso di formazione erogato da un MASTER TRAINER LSP, cioè un facilitatore del metodo proviente dal primo gruppo di esperti  che ha partecipato alla struttura del metodo LSP all’interno di LEGO® (o persona formata per essere MASTER TRAINER). 

 

LEGO® dal 2010 ha reso il metodo LSP open source e ha posto sotto licenza creative commons “Attribution Share Alike” la proprietà intellettuale. Ciò significa che chiunque è libero di utilizzare, condividere e adattare il metodo, a condizione che venga fornito un riferimento alla proprietà intellettuale di LEGO®. L’applicazione del metodo è anche soggetto a delle linee guida per l’utilizzo del marchio che devono essere rispettate dal facilitatore. Anche se il metodo è open source è opportuno per chi vuole diventare un facilitatore LSP frequentare un apposito corso sia per acquisire maggiore padronanza del metodo sia per dare spessore alla propria qualifica di facilitatore LSP.

I facilitatori LSP non hanno nessun legame commerciale con LEGO per l’erogazione di interventi di facilitazione LSP in quanto il metodo è sotto licenza creative commons come spiegato in queste FAQ ed anche LEGO® non ha nessun interesse commerciale diretto se non la vendita dei kit necessari per erogare interventi LSP.

Il metodo è applicabile in tutte in quelle situazione in cui sia necessario far lavorare insieme e meglio le persone, risolvere problemi, trovare nuove idee o strategie. Nel mio caso l’ho adattato al contesto formativo per far “toccare con mano” il project management ed è diventato un elemento caratterizzate dei corsi che propongo. Nella sezione dedicata di questo sito sono disponibili maggiori informazioni.

Anche se non ci sono schemi standard, in quanto ogni intervento (detto anche workshop) è studiato in base al risultato che si vuole ottenere, ci sono alcuni elementi che devono essere presenti per il workshop. Innanzitutto una stanza adeguata che sia in grado di ospitare i partecipanti e attrezzata con tavoli, sedie, lavagna a fogli mobili, tenendo conto che ci dovrà essere anche lo spazio sufficiente per appoggiare il materiale LEGO®. Il numero di partecipanti può variare da un minimo di 4-5 persone, in modo da attivare una certa interazione necessaria a far funzionare correttamente LSP, ed un massimo di 12-13 persone per utilizzare al meglio il materiale e per coinvolgere adeguatamente i partecipanti con il tempo necessario per il loro intervento. Con numero di partecipanti superiore è consigliabile organizzare più workshop che di solito non durano più di 7-8 ore. La cosa importante è che non sono ammessi osservatori, tutte le persone presenti dovranno partecipare al workshop. Il materiale LEGO® invece viene scelto di volta in volta dal facilitatore in funzione di come è stato studiato il workshop. Periodicamente organizzo workshop dimostrativi dove è possibile provare il metodo nelle sue principali applicazioni.


TrentunoTre è una iniziativa di Vito Mauro Titaro. Copyright ©2018 Vito Mauro Titaro

By using this website you agree to accept our Privacy Policy and Terms & Conditions

PageLines