Mi chiamo Gantt, diagramma di Gantt

Una differenza che sembra solo formale ma che in realtà si rivela sostanziale soprattutto se stiamo gestendo un progetto.

Mi riferisco alle definizioni di diagramma di Gantt e di cronoprogramma.

Entrambi sono strumenti di pianificazione ma con uso completamente diverso l’uno dall’altro anche se di solito vengono considerati equivalenti.

Il cronoprogramma ha di solito origine da valutazioni di massima sulle attività da svolgere all’interno di un progetto e viene rappresentato con le classiche barre orizzontali più o meno colorate che si sviluppano su una scala temporale.

Anche il diagramma di Gantt si sviluppa sulla scala temporale ma è il risultato della costruzione della WBS (work breakdown structure) le cui attività definite e valorizzate con le risorse disponibili vengono successivamente connesse per formare il reticolo logico e quindi la corretta sequenza che si dovrà seguire (ad esempio nella costruzione di un edificio prima bisognerà realizzare le pareti e poi eseguire gli impianti).

Il risultato finale sarà la baseline ( o curva a S ) con la quale poi confrontare l’andamento reale di progetto.

Come spesso accade le attività pianificate possono modificarsi, ne possono nascere di nuove oppure alcune vengono eliminate e tutto ciò può essere gestito solo con il digramma di Gantt che racchiude i legami precedentemente stabiliti che influenzano lo svolgimento delle task.

Il diagramma di Gantt si presenta quindi come uno strumento dinamico di pianificazione e controllo a differenza del cronoprogramma statico e privo di utilità nella gestione progettuale.

Come Project Manager la prossima volta che vi chiederanno un cronoprogramma sapete perché invece dovrete fornire un diagramma di Gantt.

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